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PROGRAMMA EVENTI |
Da venerdì 29 a domenica 31 agosto 2008 Arona, la località sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, ospita Culture in cammino. Tre giorni di incontri con l’autore, spettacoli, presentazioni, dibattiti e street art interamente dedicati a nomadi e migranti, viaggiatori e turisti. Popoli che si spostano mossi dalla necessità o semplicemente dall’irrequietezza. Culture che camminano con loro. Che, strada facendo, si contaminano, si trasformano, si arricchiscono.
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Venerdì 29 agosto
Ore
15.30. Largo Alpini d’Italia
Supermambo
Spettacolo Cinque atleti-artisti originari del Kenya. Insieme dal 2001, hanno fondato a Nairobi l’associazione Sarakasi Trust («circo» in swahili). Semplice e diretto, il loro spettacolo ha girato in tournée ben 11 paesi europei, comunicando con la spettacolarità di corpi che saltano e ballano tutta la forza e l’energia della tradizione africana, fatta di piramidi umane, eccezionali salti con la corda, evoluzioni nell’aria e giochi con il fuoco.
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16.30. Largo Alpini d’Italia
Inaugurazione Culture in Cammino
A seguire
L’Europa e i flussi migratori: noi e gli altri
Lectio magistralis di Massimo Livi Bacci
Presenta Orlando Perera
Sono decine di migliaia i clandestini arrivati in Italia nel corso del 2008. Uomini per i quali il nostro Paese è tappa di un viaggio verso il riscatto, la speranza, e che spesso prosegue verso altri Paesi europei. Ma anche l’allargamento ad Est dell’Unione ha posto l’Europa di fronte a serie riflessioni su come gestire le sfide dell’integrazione, della sicurezza, dei diritti e doveri a fondamento della cittadinanza comune.
Ce lo spiega Massimo Livi Bacci, il più illustre demografo italiano. Nato a Firenze nel 1936, è professore ordinario di Demografia presso la Facoltà di Scienze Politiche «Cesare Alfieri» di Firenze. È stato presidente dell’Unione Internazionale per lo Studio Scientifico della Popolazione, della quale è adesso presidente pnorario. Accademico dei Lincei, ha insegnato in molte università, fra cui l’Institut d’Etudes Politiques e il Collège de France a Parigi, Princeton, Berkeley, Colegio de Mexico, Universidade Federal de Minas Gerais e Universidade de Campinas in Brasile. Senatore del Pd, molti dei suoi libri sono tradotti in inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Presenta Orlando Perera, giornalista Rai.
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18.00. Largo Alpini d’Italia
Appunti di viaggio: le vacanze cafone degli italiani
Con Giuseppe Culicchia
Giuseppe Culicchia racconta fra l’ironico e il sarcastico il nuovo turismo di massa nostrano, fatto di mete e miti, griffe e rata, spesso capace di scrivere pagine indimenticabili nella storia universale della cafoneria. Un racconto maturato sulla scorta di anni di esperienze di viaggio, trasferite anche nei suoi romanzi. Culicchia è nato a Torino nel 1965. Scoperto da Pier Vittorio Tondelli, è ormai considerato una delle voci più autentiche della narrativa italiana degli ultimi anni che aveva pubblicato alcuni suoi racconti nell'antologia Papergang-Under 25. Ha esordito nel 1994 con Tutti giù per terra, da cui Davide Ferrario ha tratto l’omonimo film interpretato da Valerio Mastandrea.
Fra i suoi libri: Il paese delle meraviglie (2004), Torino è casa mia (2005, audiolibro 2008), Muri & duri (2006), Ecce Toro (2006), Ritorno a Torino dei signori Tornio. Atto unico (2007), Un’estate al mare (2007), molti tradotti in Francia, Germania, Olanda, Grecia, Spagna, Catalogna e Russia.
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21.00. Largo Alpini d’Italia
A_men
Spettacolo dei Lumen Invoco
Il Poid Pois è una disciplina neozelandese di origine maori che nasce con l’intento di armonizzare e coordinare i movimenti, ricercando un piacere fisico e mentale capace di produrre creatività. La compagnia Lumen Invoco, originaria di Prato, ha trasformato il Poid Pois in spettacolo con sceneggiature ed effetti visivi di grande suggestione realizzati attraverso la manipolazione del fuoco. Dal 2001 i Lumen Invoco hanno realizzato sette spettacoli. Hanno lavorato con Ugo Gregoretti. Collaborano regolarmente con Irene Grandi per la realizzazione di video e concerti.
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21.30. Largo Alpini d’Italia
Concerto di Nada
Nada Malanima, per tutti Nada, esordisce a quindici anni a Sanremo nel 1969 con Ma che freddo fa, che diventa un successo in tutto il mondo. Seguono altri hit come Il cuore è uno zingaro, con cui vince il festival 1971 in coppia con Nicola di Bari, e Il re di denari, terzo nel 1972. Collabora con cantautori come Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni e Antonello Venditti, raccolte nel 1994 nel cd Malanima. Successi e inediti 1969-1994. Le dedicano brani Paolo Conte e Piero Ciampi, livornese come lei, uno dei personaggi più geniali e ignorati della musica italiana.
Nada affianca al canto le partecipazioni nel Puccini televisivo di Sandro Bolchi, nell’operetta L’acqua cheta, con Dario Fo ne L’opera dello sghignazzo e con Marco Messeri in Amore e vapore. Torna in testa alle classifiche discografiche agli inizi degli anni ‘80 con l’album Smalto e il singolo Amore disperato, con cui nel 1983 vince il Festivalbar, Azzurro e Vota la voce. Nel 1994 nasce il Nada Trio con Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti degli Avion Travel.
Nel 2003 debutta anche come scrittrice con Le mie madri (Fazi) e riceve il premio Alghero Donna nella sezione poesia. Segue nel 2004 e 2005 una tournée ispirata al libro, con Massimo Zamboni chitarrista e mente dei Cccp e Csi, da cui viene tratto il cd live L’apertura. Gli album successivi sono Le mie canzoncine 1999-2006 (2006), Luna in piena (2007) con cui ritorna a Sanremo, e dalla primavera 2008 è in tour con lo spettacolo con cui si presenta ad Arona, Il mio cuore umano: un «musicaromanzo» di parole e musica proprie, di Piero Ciampi e Gianni Marchetti.
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Sabato 30 agosto
Ore
15.30. Largo Alpini d’Italia
Supermambo
Spettacolo Cinque atleti-artisti originari del Kenya. Insieme dal 2001, hanno fondato a Nairobi l’associazione Sarakasi Trust («circo» in swahili). Semplice e diretto, il loro spettacolo ha girato in tournée ben 11 paesi europei, comunicando con la spettacolarità di corpi che saltano e ballano tutta la forza e l’energia della tradizione africana, fatta di piramidi umane, eccezionali salti con la corda, evoluzioni nell’aria e giochi con il fuoco.
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16.30. Largo Alpini d’Italia
Gabriella Kuruvilla
È la vita, dolcezza (Baldini Castoldi Dalai)
Ricordi, malinconie, rabbie, sogni, desideri. Di uomini e donne, neri e meticci. Sembrano incontri fatti per strada quelli che dipinge l’autrice, italiana figlia di padre indiano. Vite comuni in cui stupisce la capacità di scoperchiare l’ovvio, di colpire laddove uno meno se l'aspetta. Tanti luoghi, tanti personaggi, tutti avvinti dal medesimo filo conduttore: la lotta per uscire dal limbo, la ricerca di un'identità, la difficoltà ad affermare la propria unicità.
In La casa il sogno di tornare in India si scontra con la realtà, tra un padre indiano che ascolta Bob Dylan e una figlia che vuole riscoprire le sue origini. Barbie è invece l'altra donna, quella bianca e bionda che la protagonista insulta per strada, dopo aver indossato sari e sandali. In Nero a metà il figlio di una coppia mista separata vive il disagio dell'adolescenza, affermando una sua ipotetica negritudine.
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17.00. Piazza San Graziano
The Beast of Theatre Spettacolo
di Chris Lynam
Chris Lynam è famoso per il proprio stile umoristico che raggiunge il pubblico nella maniera più sorprendente. Una comicità pericolosa ed emozionante. Un vero talento artistico, tecnico e musicale: giocoleria, acrobatica, funambolismo, fachirismo e la capacità di suonare otto strumenti musicali, magari sparendo dentro una valigia vestito da ballerina oppure cantando stile Tom Waits la sua versione di It’s a wonderful world, o ancora utilizzando fuochi d'artificio a sorpresa per enfatizzare un momento dello spettacolo.
Chris Lynam ha lavorato come comico nel circuito inglese per più di 15 anni. Con il suo umorismo indefinibile ha guadagnato fama e reputazione in mezzo mondo. Il suo motto è "essere imprevedibile e commuovere". Con il suo show ha girato tutta l’Europa, Usa, Estremo Oriente, Australia e Africa. Il pericoloso stile comico di Lynam è nato con lui circa 30 anni fa, quando era uno scolaretto nello Zimbabwe, suo paese nativo. Il suo apprendistato è cominciato a 14 anni lavorando nel luna park, dove ha appreso i rudimenti sull’arte del clown. A 23 anni la scelta di dedicarsi completamente, con tutto se stesso a questa vita con le parole: «Diamine! io voglio essere un clown!». La sua prima esibizione fu in verità anche la sua peggiore, esibendosi di fronte a 3 bambini in Kings Road. Fu molto imbarazzante, e a ricordarlo Chris ancora oggi sorride ammiccando...
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17.30. Biblioteca Civica (Piazza San Graziano)
Ricordo di Sergio Noja Noseda
Coltissimo, eclettico, fra i massimi esperti italiani di Islam e unico non musulmano ad avere accesso a preziosi manoscritti fra i più sacri per la religione di Maometto, Sergio Noja Noseda è scomparso tragicamente il 31 gennaio 2008. Ne ricordano la figura di studioso e l’eccezionale umanità Adriana Ferni Noseda, la giornalista de Il Giornale Rolla Scolari e l’islamista di Limes Giovanni Parigi.
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18.00. Biblioteca Civica (Piazza San Graziano)
Homo turisticus evolution
Conferenza-spettacolo di Duccio Canestrini
Che succede se leggiamo villaggi vacanze, code in autostrada e cacce alla sdraio con la lente dell’antropologo? Duccio Canestrini (autore fra l’altro di Trofei di viaggio, un’irresistibile antropologia dei souvenirs) racconta il turismo di massa come migrazioni temporanee e strategie per la sopravvivenza e l’evoluzione.
Duccio Canestrini è nato a Rovereto, in Trentino, nel 1956. Nel 1982 si è laureato in Antropologia culturale presso il dipartimento di studi etnoantropologici della Facoltà di Filosofia di Siena, con una tesi sul simbolismo animale, intitolata La Salamandra. Ha svolto ricerca sul campo in India con Paul Bouissac della Victoria University di Toronto (Canada), occupandosi delle tecniche del corpo degli acrobati del circo indiano, derivate da performance rituali e religiose. Un resoconto di quel lavoro, che ha preso in considerazione l’identità di casta degli artisti, si trova in Teatro Festival (Parma,1985). Studioso di tematiche inerenti l’identità etnica e di dinamiche interculturali, come responsabile del settore etnoantropologico del mensile Airone ha viaggiato in molti Paesi africani, asiatici, latinoamericani e oceanici. Alcuni tra i suoi reportage sono raccolti nel libro Una penna tra i tamburi, pubblicato nel 1993. Particolarmente interessato alla mediazione culturale, ha anche seguito due missioni umanitarie dell'Onu, in Kurdistan e in Afghanistan. È autore, inoltre, del capitolo «Identità etnica e difesa dei particolarismi» del Grande Atlante d’Europa De Agostini (1992).
Dal 1992 al 1994 ha insegnato Antropologia del turismo presso l'Università di Trento, Facoltà di Sociologia. Nel 1995 ha diretto cinque film documentari antropologici, in Africa e in Centro e Sudamerica. Nel 1997 ha pubblicato Turpi tropici, un libro di racconti tropicali a sfondo antropologico. Nel 2001 è uscito Trofei di viaggio. È membro dell’Associazione Italiana Studi Etno-Antropologici e dell'International Scientific Council for Island Development (Insula/Unesco, Parigi). Negli ultimi anni ha diviso il suo lavoro tra ricerca e divulgazione scientifica: al suo attivo molte pubblicazioni e conferenze.
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19.00. Biblioteca Civica (Piazza San Graziano)
La sfida della convivenza:
culture
e politiche a confronto
Incontro con Alberto Pirni e Barbara Henry
Pirni è docente all’Università di Genova, all’Università del Piemonte Orientale e alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Henry è ordinaria di Filosofia Politica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Insieme, con La via identitaria al multiculturalismo. Charles Taylor e oltre (Rubbettino), hanno vinto nel 2006 il prestigioso premio Matteotti.
Con gli autori dialoga Vincenzo Jacomuzzi.
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21.00. Largo Alpini d’Italia
Concerto dell’Orchestra Bailam
L’Orchestra Bailam nasce a Genova nel 1989 da un gruppo di musicisti elettrici incuriositi dalle influenze del rai algerino. Nello stesso anno il debutto ad Arezzo Wave, nel 1992 il primo album, Mamma li Turchi. Le influenze si allargano alla musica klezmer, al fascino dei tempi dispari balcanici, alle formule vigorosamente bandistiche, alla musica turco-greca e quella araba con impasti più mediorientali. La naturale comunicativa e il modo divertito di fare musica facilitano la collaborazione con il gruppo di teatro-cabaret dei Cavalli Marci e poi con il Teatro della Tosse, per il quale realizzano spettacoli come Butterfly Bazar (tratto dal libro Viaggi e avventure di una Lady vittoriana, tra amori e farfalle di Margaret Fountaine), per la regia di Enrico Campanati.
L’Orchestra Bailam appare nel film Tandem (2000) di Lucio Pellegrini, con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Segue il secondo album, Bailamme, lo spettacolo di Arnaldo Bagnasco Moka Cabaret con Carla Peirolero per la regia di Enrico Campanati, definito «un’eccitante miscela di musica e avventure sulle vie del caffè». Nel 2005 suonano in Russia, Francia, Crimea, Siberia. Nel 2006 esce il cd Non occidentalizzarti!, che presentano al Folkclub di Torino, a Casa Olimpia di Sestriere, alla Celtic Connection di Glasgow, Saint Malo…).
Nel 2007 è la volta di un cd di ricerca sulla canzone genovese, Lengua serpentina, realizzato con la cantante Roberta Alloisio, con cui si esibiscono nei più prestigiosi festival della canzone.
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Domenica 31 agosto
Ore
11.00. Largo Alpini d’Italia
Danza e musica de La Paranza del Geco
Insignita dalla Regione Piemonte del Premio 2005 per la Valorizzazione delle Espressioni Artistiche in Strada, la Paranza del Geco ha meritato nel 2003 il primo premio come Miglior Performance di Teatro di Strada al Merseyside International Street Festival di Liverpool.
La Paranza del Geco è riconosciuta come una delle più importanti compagnie artistiche del Nord Italia attiva nella riproposta e nella rivitalizzazione delle forme di espressione artistica popolare dell’Italia del Sud. Patrimonio antico e senza tempo, legato a tradizioni tramandate per trasmissione orale quali ritualità, canti, danze, musiche, forme di espressione teatrale popolare e tecniche legate alla costruzione ed all’esecuzione strumentale. Il lavoro della Paranza del Geco è frutto di una ricerca che si sviluppa in due direzioni parallele: lo studio scientifico e filologico della tradizione, legato all’approfondimento delle modalità di esecuzione originali in cui l’espressione artistica popolare prende vita - legate al rito, alla festa, alla magia - e la rielaborazione di queste, nata dalla necessità di mantenere in vita e contestualizzare nel contemporaneo forme d’espressione appartenenti ad una società antica ed a linguaggi non più comuni.
La Paranza del Geco si rivolge ai più svariati contesti, dal teatro alla strada, dal concerto alla festa popolare fino all’attività didattica con i ragazzi e le scuole, ed è caratterizzata dalla capacità costante di ricreare l’atmosfera delle più coinvolgenti feste popolari del Sud Italia.
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15.30. Piazza San Graziano
The Beast of Theatre Spettacolo
di Chris Lynam
Chris Lynam è famoso per il proprio stile umoristico che raggiunge il pubblico nella maniera più sorprendente. Una comicità pericolosa ed emozionante. Un vero talento artistico, tecnico e musicale: giocoleria, acrobatica, funambolismo, fachirismo e la capacità di suonare otto strumenti musicali, magari sparendo dentro una valigia vestito da ballerina oppure cantando stile Tom Waits la sua versione di It’s a wonderful world, o ancora utilizzando fuochi d'artificio a sorpresa per enfatizzare un momento dello spettacolo.
Chris Lynam ha lavorato come comico nel circuito inglese per più di 15 anni. Con il suo umorismo indefinibile ha guadagnato fama e reputazione in mezzo mondo. Il suo motto è "essere imprevedibile e commuovere". Con il suo show ha girato tutta l’Europa, Usa, Estremo Oriente, Australia e Africa. Il pericoloso stile comico di Lynam è nato con lui circa 30 anni fa, quando era uno scolaretto nello Zimbabwe, suo paese nativo. Il suo apprendistato è cominciato a 14 anni lavorando nel luna park, dove ha appreso i rudimenti sull’arte del clown. A 23 anni la scelta di dedicarsi completamente, con tutto se stesso a questa vita con le parole: «Diamine! io voglio essere un clown!». La sua prima esibizione fu in verità anche la sua peggiore, esibendosi di fronte a 3 bambini in Kings Road. Fu molto imbarazzante, e a ricordarlo Chris ancora oggi sorride ammiccando...
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17.00. Largo Alpini d’Italia
Alberto Nessi
La prossima settimana, forse (Casagrande)
Dalla povertà di una valle ticinese a un laboratorio di orologiai nella Svizzera francese fino alla storica libreria Bertrand di Lisbona. Dalle fantasie infantili suscitate dal santo raffigurato in una chiesetta di paese alla scoperta del socialismo, in un periodo – quello degli albori del movimento operaio - in cui già solo pensare di avere dei diritti era una forma di rivoluzione, un motivo di speranza e anche di meraviglia. Soprattutto per uno come José Fontana, sceso dalle montagne elvetiche all’Oceano dei descobridores, diventato operaio e infine libraio e intellettuale militante in una grande città europea, amico del poeta Antero de Quental, collaboratore di riviste e giornali.
La parabola esistenziale e ideologica di Fontana è narrata dallo scrittore ticinese Alberto Nessi in un romanzo profondamente umano, che si inoltra in un Ottocento travagliato dalla questione sociale per invitarci di fatto a un continuo confronto con il presente, con la nostra disperata aspirazione alla giustizia.
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18.00. Largo Alpini d’Italia
Vanni Blengino
Ommi! L’America... (Diabasis)
Autobiografia di un emigrante, dall'infanzia nella Torino degli anni del fascismo, la guerra e la paura dei bombardamenti, fino al viaggio verso l'Argentina. Un'America diversa da quella sognata, quella dei film Usa. Buenos Aires significa nuove culture e mentalità, nuove abitudini, nuovi cibi. E, paradossalmente, accade al protagonista di scoprire l’Europa proprio in America, attraverso la presenza di immigrati provenienti dagli altri Paesi del Vecchio Continente.
Blengino, in un racconto in prima persona, che ha la freschezza degli acquerelli, ci offre alcune vivide immagini. Come il baule dell’emigrante, o la sua triplice, faticosa identità: quella italiana, quella argentina e la terza che guarda le prime due con sgomento: «Veramente non sapevo come doveva essere un italiano, come dovevo comportarmi per rappresentare in un modo dignitoso un italiano».
Scrittore, saggista, studioso dell’emigrazione italiana in Sudamerica, docente all’Università di Roma III, fra gli altri libri di Blengino ricordiamo Il viaggio di Sarmiento in Italia (Edizioni Associate, 1994), Il vallo della Patagonia. I nuovi conquistatori: militari, scienziati, sacerdoti, scrittori (Diabasis, 2003), La Babele nella pampa. Gli emigranti italiani nell'immaginario argentino (Diabasis, 2005).
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19.00. Largo Alpini d’Italia
Concerto dei Mishkalé
La formazione musicale dei Mishkalè è eterogenea. Convivono tra i musicisti estrazioni classiche, jazz o puramente popolari ed etniche che, in un continuo reciproco trasformismo, danno vita allo stile sonoro così originale del gruppo. I musicisti dei Mishkalè hanno al loro attivo una vasta esperienza musicale maturata in anni di musica a 360 gradi: dalle esibizioni concertistiche ufficiali alle feste popolari, dalle bande di ottoni alle musiche per il teatro, alle animazioni di strada. |
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